Asamoah: “All'Inter non mi lamentavo, ma Conte non mi faceva giocare”

Una lunga intervista, per raccontare il recente addio all’Inter e le speranze per il futuro. Kwadwo Asamoah, svincolatosi dai nerazzurri nell’ultima sessione di mercato, a BBC Sport Africa ha raccontato l’ultimo anno a Milano:

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RITORNO IN GHANA – “In futuro, non mi dispiacerebbe tornare in Ghana per giocare a calcio, ma non è ancora il momento. Ho parecchi anni davanti a me per giocare in Europa prima di considerare una mossa del genere. Per me significherebbe tornare indietro e sostenere il calcio ghanese, incoraggiare i giovani, condividere con loro le mie esperienze in Europa e dare qualcosa in cambio. So che guarderebbero un giocatore come me e sarebbero desiderosi di imparare; potrei aiutarli con la mia esperienza, mostrare loro ciò che è necessario e incoraggiarli. Questo potrebbe anche ispirare altri giocatori che sono in Europa ora a tornare indietro e aiutare. Potremmo essere modelli per loro“.

CONTE – “Conte? Sono il tipo di ragazzo che non si lamenta, anche se non gioco. Preferisco sostenere i miei compagni di squadra, perché voglio che la squadra vinca. Ovviamente vorrei giocare anch’io, ma non andrei a dare fastidio, né andrei a chiedere al mio allenatore perché non mi lascia giocare. Preferisco spingere me stesso e sostenere la squadra. All’inizio della mia terza stagione in Inter ho visto che le cose stavano gradualmente peggiorando e la cosa migliore da fare è stata riprogettare tutto concentrarmi sul continuare la mia carriera. Avevo ancora un contratto e volevo assolutamente rispettarlo”.

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ADDIO – “Tutti all’Inter mi hanno sempre trattato molto bene: la società, la dirigenza e i miei compagni mi hanno sempre supportato. Sapevano che avevo sempre dato il massimo e mi stavo allenando duramente ogni giorno. Quindi, quando ho spiegato loro la mia situazione, mi hanno capito. Ci siamo messi d’accordo e mi hanno lasciato andare senza problemi“.

SECONDA CASA – “L’Italia è una seconda casa per me e quando penso alla mia carriera non posso che pensare alla Serie A. Suono qui da 12-13 anni, ho passato più tempo qui che nel mio paese! Durante la mia carriera ho avuto molte opportunità di andare nel Regno Unito o in altri paesi, ma mi sono adattato così bene qui, dal calcio allo stile di vita, e questo ha reso difficile accettare di lasciare l’Italia. Mi sento a casa qui e dopo la mia carriera voglio restare anche qui“.

(Fonte: BBC Africa)