Boninsegna: “Mi rivedo in Lukaku. Champions? Inter, era difficile far peggio…”

Dopo quasi una settimana dallo shock dell’ultimo posto nel girone di Champions, con conseguente eliminazione dalle coppe, l’Inter di Antonio Conte prova a voltare pagina, per tuffarsi esclusivamente sulla corsa al campionato.

La vittoria di Cagliari, arrivata con una rimonta nel finale, è stata fondamentale per placare gli animi, tanto scossi dopo la cocente delusione europea. Ora infatti c’è chi prova a vedere il lato positivo della situazione, sottolineando come Lukaku e compagni possano concentrarsi esclusivamente sul riportare il tricolore a Milano, anche se l’effettivo vantaggio è tutto da dimostrare visto che almeno fino a primavera non cambierà molto da questo punto di vista.

La redazione di Passione Inter ha raggiunto in esclusiva un grande ex attaccante della Beneamata, Roberto Boninsegna per parlare della situazione e delle sensazioni che si respirano in casa nerazzurra, oltre che del mercato in arrivo fra meno di un mese.

Inizio di campionato con diverse squadre partite forte: quante di loro secondo lei terranno il passo fino alla fine?

“Il campionato è aperto a tante soluzioni. Oltre a Milan, Inter e Juventus vedo anche il Napoli logicamente, la Roma perché è ancora lì. E’ un bel campionato, in 3-4 punti ci sono squadre importanti”.

Come ha visto l’Inter contro il Cagliari?

“L’Inter ha rischiato molto, questo Cagliari ha giocato bene. A 13-14 minuti dal termine i rossoblù erano avanti, salvo poi crollare. Se sono crollati però il merito va all’Inter, che nonostante le difficoltà ha saputo crederci fino in fondo e portare a casa una vittoria fondamentale”.

La delusione per l’eliminazione dalla Champions League potrà trasformarsi in un vantaggio in vista della lotta-Scudetto per Conte?

“Beh diciamo che un vantaggio può esserlo fino ad un certo punto, perché essere eliminati dalla Champions League non lo riuscirei mai a vedere in ottica positiva o come vantaggio… Contro lo Shakhtar Donetsk secondo me c’è stato un errore di valutazione dell’allenatore secondo me. Sullo 0-0, sapendo di essere eliminato con quel risultato, Conte poteva giocare gli ultimi 15-20 minuti con in contemporanea Sanchez, Lautaro Martinez e Lukaku. Anche perché se poi perdi il risultato è lo stesso. Lautaro poi l’ho visto uscire malvolentieri. Secondo me sarebbe stato giusto: si rischiava di perderla, ma anche di vincerla”.

A proposito di Conte: dopo l’eliminazione i tifosi si sono divisi fino agli estremi di chi lo difende a spada tratta e chi addirittura ne invocava l’esonero. Che ne pensa?

“Sai, parliamo di una squadra come l’Inter che viene eliminata dalla Champions League, arrivando addirittura quarta nel girone, venendo così esclusa anche dall’Europa League: peggio di così non poteva fare… Logicamente i tifosi ed i giornali si trovano a non poter proprio parlare bene della situazione. Credo sia normale che Conte venga criticato”.

INTERVISTA BONINSEGNA

Nel prossimo mercato c’è un ruolo in particolare nel quale interverrebbe per un ritocco?

“La rosa credo che sia ampia, ottima. Anche se rimane così, si giocherà lo scudetto con la Juventus. Volendo cercare il pelo nell’uovo, forse all’Inter manca un incontrista davanti la difesa. Abbiamo dei bravi centrocampisti, ma trovando una squadra con un buon trequartista, per esempio Dybala, non sappiamo da chi farlo marcare”.

Nel club degli attaccanti più forti che hanno vestito la maglia dell’Inter, assieme a lei e tutti gli altri inserirebbe anche Lukaku, già oggi?

“Certamente, è stato un grandissimo acquisto. Mi è dispiaciuto molto quando Icardi se n’è andato perché Mauro ha fatto molto bene a Milano. Ma Romelu sta facendo cose eccezionali e lo sta facendo decisamente dimenticare”.

Il destino di Eriksen, secondo lei, è già segnato?

“L’Inter ha puntato su di lui, ma poi secondo me Eriksen è stato trattato male. Lui si  comportato da professionista, serio, accettando tutte le decisioni dell’allenatore. Io lo conoscevo poco, qui non si è visto giocare tanto e penso che la società lo abbia messo in vendita”.

C’è un attaccante nel calcio moderno nel quale si rivede?

“Attaccanti con le mie caratteristiche non ne vedo tanti (ride, n.d.r.): dico proprio Lukaku, prima punta che finalizza il gioco e segna tanto come me, dà un punto di riferimento alla squadra garantendo la profondità. Come caratteristiche siamo quasi uguali”.