Boscaglia, l'uomo che lanciò Tonali: “Inter, prendilo! È un predestinato”

Sandro Tonali ha solo 20 anni, ma ha già attirato su di sé gli occhi dell’Inter e di tante altre big italiane ed europee. Il suo esordio nel calcio dei grandi, però, risale al 2017: quell’anno, al Brescia, venne lanciato a soli 17 anni da Roberto Boscaglia. Il mister, oggi sulla panchina dell’Entella ed allora tecnico della Leonessa, ha raccontato ai nostri microfoni la genesi di Tonali, che fin da giovanissimo appariva un calciatore di grande prospettiva e mentalità. Ecco le sue parole, rilasciate in esclusiva a Passioneinter.com.

Roberto Boscaglia racconta Sandro Tonali in ESCLUSIVA

Mister, come sta? Come sta vivendo questo periodo così particolare?
“Va tutto bene, la stiamo vivendo come tutti, in attesa. Non si sa quello che succederà, i protocolli sono complicati dal punto di vista medico e logistico, quindi non si sa ancora come andrà a finire. Forse riparte quantomeno la Serie A, vedremo”.

Lei fece esordire Tonali a soli 17 anni. Come è nata l’idea di lanciarlo nonostante la giovane età?
“L’idea è nata dal fatto che al Brescia si puntava molto sui giovani. Ricordo che il direttore mi portò in ritiro questo ragazzino con i capelli lunghi che non aveva mai nemmeno giocato in Primavera, veniva direttamente dagli Allievi. Sin dalle prime battute, dopo una-due settimane, dissi allo staff che sarebbe dovuto rimanere in prima squadra perché era una calciatore superiore, si notava. Grande calcio, personalità, visione di gioco. In seguito la società fu acquistata da Cellino e la prima partita di campionato andammo ad Avellino, quando lo feci esordire. Nonostante l’età era una garanzia, infatti fece bene. Poi io venni esonerato e lui smise di giocare, ma quando tornai a gennaio chiesi di riportarlo in prima squadra. Dalla partita successiva esordì da titolare e da quel momento non è più uscito, era tra i migliori in assoluto della categoria. Io l’ho sempre descritto come “un 50enne nel corpo di un 17enne”. Personalità da vendere, grande qualità, forza fisica, velocità. Ha tantissime qualità, alle quali abbina un gran tiro da fuori. Può ambire a palcoscenici molto molto importanti”.

Personalità da veterano che mostrava fin dai 17 anni, quindi.
“Assolutamente sì. Quando fu convocato in Nazionale da Mancini, nonostante fosse ancora giovanissimo, io dissi che Roberto ci aveva visto lungo e che probabilmente l’avrebbe anche fatto giocare. Infatti fu così, e abbiamo visto tutti con quale tranquillità e naturalezza scese in campo. È un predestinato, quando ti trovi ad avere la fortuna di allenare questi giocatori serve solo fargli capire l’importanza di quel che stanno facendo e tranquillizzarli. Peraltro, lui non ha mai avuto bisogno di questo perché è sempre stato molto sereno e non ha mai fatto voli pindarici con la mente”.

Nel Brescia gioca da regista, però ha anche caratteristiche da mezzala. Lei dove pensa che si affermerà definitivamente, in futuro?
“Secondo me il passaggio a mezzala in parte è già avvenuto, dato che in Nazionale ha giocato lì. Nel Brescia fa il play, ma lui nei ruoli di centrocampo può fare davvero tutto: l’interno destro, sinistro, così come il vertice alto e basso del rombo. È un giocatore che si adatta a tutto e quando gli spieghi qualcosa la assimila subito. Ha il gioco dentro, conosce il calcio per natura, ha questa grandissima dote. Conosce i tempi di gioco, gli spazi da occupare, è un grande intercettatore di palloni. Ripeto, con la corsa, gamba, tiro, tecnica e visione che vanta, Tonali a centrocampo può fare davvero tutti i ruoli. Non gli fa paura niente, è completissimo. È stato un bene che sia rimasto al Brescia quest’anno perché così ha giocato tante partite in Serie A, cosa che magari non avrebbe fatto in una big. Lui è uno che ha bisogno di giocare, nel senso che non va preso per metterlo continuamente in panchina. Oggi, secondo me, se lo prendi devi dargli grande fiducia ed un ruolo importante”.

Sandro Tonali nell’Inter

Il paragone più frequente è con Pirlo, anche se lui preferisce quello con Gattuso. Secondo lei a chi assomiglia?
“Quando si parla di Pirlo si parla di un genio del calcio, un giocatore stratosferico. È troppo presto per fare questi paragoni e non è corretto nemmeno per lui. Lo stesso vale con Gennaro, sono due calciatori diversi. Lui è Tonali e deve rimanere Tonali. Io da interista spero lo prenda l’Inter! Conosco Antonio Conte, so come allena e so quello che può fargli dare ancora di più. Penso che Tonali per una società come l’Inter, con un AD come Marotta che stimo profondamente, possa essere un’ottima occasione. In questi anni i nerazzurri stanno puntando molto sui giovani italiani come Barella, Sensi, Gagliardini, Bastoni. E Tonali, secondo me, potrebbe fare molto bene all’Inter”.

Entrerebbe in un centrocampo super con Brozovic, Barella, Eriksen e Sensi!
“Assolutamente, tutti con grandissima qualità. Sandro poi ti dà qualità ma anche tanta quantità, parla poco e lavora tanto. A lui interessa giocare, si integrerebbe benissimo. Per questo dico che conoscendo Conte e come lavora gli piacerebbe e anche tanto”.

Secondo lei in questa Inter giocherebbe da regista o da mezzala?
“Secondo me sia lui che Brozovic possono coprire entrambi i ruoli, tant’è che in questi anni il croato ha giocato anche da mezzala e da trequartista. Poi ripeto, a Milano c’è un allenatore stratosferico che sa capire perfettamente anche i momenti e le situazioni. Con tutte le partite che ci sono all’interno di una stagione ci sarà spazio per tutti”.

E sarebbe subito titolare?
“Quando vai a giocare in squadre così forti e in stadi così importanti è giusto andare con un po’ di cautela, anche se io credo che Sandro non avrebbe problemi. L’ha dimostrato in Serie B, in Serie A ed in Nazionale di non subire contraccolpi psicologici del genere. Poi è naturale che se tu Inter prendi Sandro Tonali pagandolo anche tanto un po’ di pressione possa venire anche a lui, è pur sempre un ragazzo giovane che deve ancora maturare. Ripeto, secondo me può fare il titolare ovunque, poi però non escludo che un primo periodo di ambientamento possa viverlo. Per quello che ha dimostrato fino ad oggi secondo me può giocare fin da subito”.

Anche la Nazionale sarà nelle sue mani.
“Sì, anche in Nazionale il futuro sarà suo, di Barella, di Chiesa e degli altri giovani che si stanno imponendo ad alti livelli. Poi con un allenatore come Mancini abbiamo un futuro che ci può far ben sperare. Da tutti questi calciatori giovani che stanno uscendo ci si aspetta che, trainati dai vari Bonucci e Chiellini, diano un contributo importante”.

Mister, il suo Entella invece ha ancora margine per raggiungere un posto nei playoff.
“Intanto vedremo se si ripartirà o no, però comunque ci sono ancora dieci partite da giocare quindi sì, ci proveremo. Per la salvezza ci mancano ancora circa 7 punti, poi naturalmente giocheremo per vincere e se ci dovesse essere la possibilità proveremo senza dubbio ad acchiappare un treno che ad inizio stagione non era nei programmi. Prima però dobbiamo conquistare la salvezza, e poi tutto quel che arriverà lo prenderemo. Stiamo facendo una grandissima stagione per quelli che erano gli obiettivi, dobbiamo continuare così senza mai abbassare la guardia”.

La redazione di Passioneinter.com ringrazia Roberto Boscaglia per la cortesia e la disponibilità mostrate durante il corso dell’intervista.

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