Brady ma non solo: chi è il più dominante dei campioni? VOTA

Brady ha più titoli di tutte le altre squadre Nfl. Ma quali sono i campioni dei campioni nelle altre discipline?

Ci sono certi campioni che dominano al punto che vanno persino oltre la disciplina che praticano. Uno è Tom Brady, che ha vinto il suo settimo Super Bowl. Ma ogni disciplina ha i suoi campionissimi con discussioni apertissime su chi prevalga. Ne abbiamo scelto dodici. Tutti dominanti

  • Giacomo Agostini (motociclismo)

    7.7%

  • Usain Bolt (atletica)

    0.0%

  • Tom Brady (football americano)

    23.1%

  • Roger Federer (tennis)

    0.0%

  • Wayne Gretzky (hockey su ghiaccio)

    0.0%

  • Michael Jordan (basket)

    30.8%

  • Floyd Mayweather (boxe)

    0.0%

  • Eddy Merckx (ciclismo)

    15.4%

  • Michael Phelps (nuoto)

    23.1%

  • Michael Schumacher (automobilismo)

    0.0%

  • Ingemar Stenmark (sci)

    0.0%

  • Tiger Woods (golf)

    0.0%

Dietro al mito bresciano, quantomeno secondo i freddi numeri, c’è il “Dottore”: 108 vittorie e 9 titoli mondiali dal 1996 a oggi per Valentino Rossi contro i 15 titoli e le 122 vittorie di Agostini. Miti che vanno quasi a braccetto. Dietro di loro, viaggiano con distacco icone delle due ruote come Angel Nieto, lo spagnolo più vincente di tutti i tempi con 90 vittorie e 13 titoli mondiali, ma anche Mick Doohan, Joey Dunlop, Kevin Schwantz, Freddie Spencer e Kenny Roberts, giusto per citare i più emblematici. E non dimentichiamo il mitico Mike Hailwood, capace di cimentarsi anche in Formula 1 dopo aver vinto 9 titoli mondiali e 76 GP in sella a una moto.

Il re della velocità fu preceduto da altri miti che hanno scritto la storia dell’atletica. Uno dei primi fu probabilmente il mezzofondista cecoslovacco Emil Zátopek, capace di vincere ben tre ori nella medesima olimpiade (Helsinki ‘52). Ma non si possono tralasciare figure come Jesse Owens (4 ori con 2 record mondiali) e Carl Lewis, collezionista di medaglie (ben 23, di cui 19 ori) dal 1983 al 1996 in quattro discipline diverse. Al “figlio del vento” fu addirittura ispirato un videogioco ai tempi delle Olimpiadi di Barcellona, giusto per capire la popolarità che aveva saputo dare a uno sport fino ad allora seguito solo da appassionati. Tra le leggende figurano anche il nostro Pietro Mennea, primatista mondiale a Città del Messico, il cubano Javier Sotomayor, volato a un’altezza record di 245cm, o il russo Sergej Bubka, autore di ben 35 record mondiali nel salto con l’asta.

Il quarterback dei Tampa Bay Buccaneers è il giocatore più vincente nella storia dell’Nfl con 7 Super Bowl in bacheca, ma gli appassionati ricordano campioni altrettanto grandi e forse addirittura più iconici. Ad esempio Joe Montana, vincitore di 4 Super Bowl con i San Francisco 49ers negli anni ‘80 ed MVP in tre occasioni, ma anche il leggendario Payton Manning, per molti il migliore di tutti i tempi (nonostante i “soli” due anelli vinti in carriera). I cultori dell’Nfl ricorderanno bene anche Joe Greene, campione degli anni ‘70 capace di vincere 4 titoli in 6 anni. Singolare, invece, il caso di Dan Marino, considerato il miglior quarterback di sempre da tanti esperti del settore pur non essendo mai riuscito a vincere un Superbowl. Altri indimenticabili (ma la lista è ben più lunga), Johnny Unitas, Walter Payton, Jim Brown e Jerry Rice.

Da qualche anno a questa parte il parere è unanime: lo svizzero è il re assoluto della racchetta. Nessun dubbio dall’alto dei 20 Grandi Slam vinti (record condiviso con lo spagnolo Nadal). Tra i miti del tennis troviamo però campioni del calibro di John McEnroe, istrionico e vulcanico artista del “serve and volley”, Ken Rosewall (il più giovane e il più anziano a trionfare agli Australian Open), Ivan Lendl (8 Grandi Slam e 94 titoli Atp) e Jimmy Connors. Ma anche Bjorn Borg (11 titoli del Grande Slam), Rod Laver, per molti il più grande di tutti i tempi. In epoca più recente, invece, impossibile non menzionare André Agassi, “Pistol Pete” Sampras (l’unico in grado di restare al primo posto della classifica mondiale per sei anni consecutivi e un totale di 286 settimane), e logicamente quelli che da qualche anno contendono il trono a Federer: Novak Djokovic, 17 Grandi Slam e unico ad aver vinto tutte le Atp Finals e tutti i 9 tornei Atp Master), e Rafael Nadal, 20 Grandi Slam e l’impressionante record di 13 Roland Garros che ne fanno il più grande di tutti i tempi sulla terra battuta.

Dietro al “GOAT” (Great Of All Time) del ghiaccio, quello con il maggior numero di assist, gol e punti nella storia dell’Nhl nonché vincitore di 4 Stanley Cup e quasi un centinaio di premi individuali, troviamo sicuramente Bobby Orr, colui che rivoluzionò il gioco. Prima ancora, a fare la storia della Nhl ci avevano pensato gente come Gordie Howe, soprannominato “Mister Hockey” perché in grado di giocare ad alti livelli fino a 50 anni, e forse il più grande rivale di Gretzky: Mario Lemieux, anche lui testimonial di un celebre videogioco. Il campione più carismatico, invece, fu probabilmente Mark Messier.

Qui si viaggia in un campo particolarmente minato, perché dietro a MJ c’è una lista di nomi davvero interminabile. Attenendosi alla classifica che ha provato a stilare Bleacher Report mescolando statistiche e criteri soggettivi, ci limitiamo a ricordare gente come Wilt Chamberlain, Larry Bird, Magic Johnson, Karim Abdul-Jabbar, Patrick Ewing, Steve Nash, Hakeem Olajuwon, Shaquille O’Neal, Kevin Durant, Steph Curry e Kobe Bryant. Ma il più vicino a MJ nella categoria “miti e leggende” è probabilmente il grande cannibale di questi tempi, Lebron James (4 titoli e 4 MVP delle finali). Tra gli stranieri capaci di scrivere la storia di uno sport per decenni riservato agli atleti statunitensi ci sono sicuramente il tedesco Dirk Nowitzki, lo spagnolo Pau Gasol e, su tutti, l’argentino Manuel Ginobili.

“Money” può essere considerato a buon diritto uno dei più grandi di tutti i tempi grazie al suo record immacolato (50 vittorie su 50 incontri, di recente un portale specializzato ha stilato la classifica piazzandolo davanti a Manny Pacquiao e Carlos Monzon. Ma il mondo della boxe è pieno di figure iconiche divenute popolari in ogni angolo del mondo, anche tra chi per il pugilato non ha mai nutrito un interesse particolare. Stiamo parlando di grandi campioni e figure uniche (in alcuni casi capaci anche di trascendere dal semplice ambito sportivo) come Muhammad Alì, Rocky Marciano, Carlos Monzon, Roberto Duran e Mike Tyson.

Pochi oseranno contestare il trono del belga sulle due ruote, prima di tutto per quantità di trionfi collezionati (tra cui 5 Tour de France, 5 Giri d’Italia e 29 classiche). Ma tra i miti trovano posto di diritto Fausto Coppi (vincitore di 5 Giri e 2 Tour), Gino Bartali (3 Giri e 2 Tour), lo scalatore Bernard Hinault, lo specialista delle cronometro Jacque Anquetil (il primo a vincere tutte le tre grandi corse a tappe) e Greg LeMond. E poi lo spagnolo Miguel Hindurain (l’uomo dei 5 Tour consecutivi) e altre leggende azzurre come Francesco Moser, Felice Gimondi e Marco Pantani.

La “Tigre” ha sicuramente fatto la storia del golf moderno, ma prima di lui sono arrivate leggende del calibro di Arnold Palmer e Jack Nicklaus. Il primo è soprannominato “The King”, giusto per capire quanto abbia significato per questo sport, il secondo è considerato da tanti esperti del settore il più grande di tutti i tempi: vinse ben 18 Major (record assoluto) e fondò il celebre Augusta Master insieme al prodigio Bobby Jones, l’unico dilettante che riuscì a sfidare e battere i professionisti prima di vincere a 20 anni tutti i Major del Grande Slam.

Con le sue 28 medaglie olimpiche (più 33 mondiali), lo “Squalo di Baltimora” si è ampiamente guadagnato l’unanime riconoscimento di miglior nuotatore di tutti i tempi. Per tanti esperti del settore, dietro (ma pur sempre a debita distanza) si trovano l’eterno rivale di Phelps, Ryan Lochte (12 medaglie olimpiche e 27 mondiali) e Ian Thorpe (9 medaglie ai Giochi e 13 mondiali). Andando indietro nel tempo, invece, impossibile non citare Mark Spitz, 7 ori a Monaco ‘72 e 11 medaglie olimpiche, e Matt Biondi, il primo a scendere sotto i 49’’ nei 100 stile libero.

Il tedesco è ancora considerato il più grande di tutti i tempi, ma a brevissima distanza c’è per forza di cose Lewis Hamilton, l’unico capace di eguagliare i 7 titoli mondiali vinti dal tedesco. Al di là dei semplici numeri (si fa per dire), nella storia della Formula 1 spiccano Ayrton Senna (3 titoli), Alain Prost (4 titoli), Niki Lauda, Jackie Stewart e Nelson Piquet (tutti con 3 titoli), Jimmy Clark (2 titoli) e, risalendo agli anni ‘50, l’argentino Juan Manuel Fangio, vincitore di 5 titoli.

Lo svedese è il primatista assoluto di titoli vinti nella storia dello sci alpino, signore indiscusso delle nevi con ben 86 successi in Coppa del Mondo. Ma sugli sci hanno brillato anche fuoriclasse come Gustavo Thoeni, che guidò la nazionale italiana dopo aver fatto incetta di titoli mondiali e e medaglie olimpiche, Alberto Tomba, protagonista della scena dal 1986 al 1998 (nonché uno dei più grandi specialisti in slalom gigante e slalom speciale) con 50 vittorie in Coppa del mondo, terzo nella storia per numero di successi. Indimenticabili altri specialisti come l’austriaco Hermann Maier, il connazionale Marcel Hirscher, lo svizzero Michael Von Grunigen il lussemburghese Marc Girardelli, forse lo sciatore più completo di tutti i tempi (fu il primo a centrare l’impresa di vincere in ogni specialità in una stessa stagione, la ‘89-’90).