Dragowski: “Ero una testa calda, psicologo fondamentale per me”

Le parole del portiere polacco: “Ero una testa calda, mi hanno salvato famiglia e psicologo”

GERMOGLI PH: 22 NOVEMBRE 2020

Bart?omiej Dr?gowski ha rilasciato una lunga intervista a Repubblica nella quale ha raccontato molto della sua vita sportiva e privata. Il primo approccio con il mondo del calcio è avvenuto grazie al padre Dariusz, centrocampista noto in patria, subito adottato come idolo e punto di riferimento. La voglia di correre e faticare tuttavia era scarsa, come racconta lo stesso polacco. Ben presto da attaccante che non rientrava mai in difesa si è spostato in porta. Nel nuovo ruolo ha presto scalato le gerarchie migliorando esponenzialmente, poi la chiamata della Fiorentina. Il primo anno di apprendistato scorre, ma alla fine del secondo le troppe panchine iniziano a pesare. È l’inizio del periodo più difficile:

Ero deluso, è stato un momento molto duro. A quei tempi ero anche un po’ una testa calda. Ne sono venuto fuori con un percorso che ho intrapreso con uno psicologo polacco. Mi ha aiutato a gestire meglio le mie emozioni, i miei pensieri.

Nel gennaio 2019 va in prestito all’Empoli e si susseguono una serie di prestazioni super, come il record di parate in una gara (17, contro l’Atalanta). Terminata l’avventura con gli azzurri c’è il ritorno a Firenze che all’inizio doveva essere solo momentaneo:

Avevo già deciso di non rimanere. Perché non vedevo prospettive per me. Poi però è cambiato tutto. Ho parlato col presidente Commisso e coi dirigenti e ho deciso di rimanere. Sono felicissimo di essere rimasto e di aver sposato questo progetto.

**LA SECONDA PARTE DELL’INTERVISTA**

Il retroscena: “Nuovo stadio, quando i Della Valle s’interessarono a Scandicci”

GERMOGLI PH: 16 DICEMBRE 2020 FIRENZE STADIO ARTEMIO FRANCHI SERIE A FIORENTINA VS SASSUOLO NELLA FOTO DRAGOWSKI