Falsini: “La Roma mi è rimasta dentro. Calafiori? Uno così te lo dà Dio…”

La Roma si gode la sua golden age. I 2002 hanno dominato il campionato Primavera fino allo stop per Covid e ora provano a rubare la scena anche in prima squadra. Ci sono già riusciti Calafiori, Milanese e Tripi, ma a sperare nell’emozione dell’esordio stasera saranno anche Bove e Ciervo. Tutti ragazzi cresciuti a Trigoria e passati tra le mani di Gianluca Falsini, ex tecnico dell’Under 16 romanista e oggi allenatore della Primavera della Reggina. In esclusiva a Forzaroma.info il suo racconto sulla rookie class più promettente degli ultimi anni: “La Roma mi è rimasta dentro, ho vissuto un anno fantastico. E ora ho la soddisfazione di vedere tutti questi ragazzi che stanno esordendo e questo mi riempie il cuore. Ma me lo aspettavo, nonostante ai tempi, a parte Bove e Milanese, la nazionale neanche li chiamava. Zalewski si vedeva che era forte, anche se lui non sapeva di esserlo così tanto. Abbiamo dovuto fare un lavoro mentale per fagli capire che aveva queste grandi qualità. Adesso Nicola è quello più pronto e farà il salto di qualità, ma anche Bove ha grande talento. Poi ovviamente c’è Calafiori, ma uno così te lo dà Dio. Senza l’infortunio avrebbe già presenze importanti in Serie A”.

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Spesso le carriere dei giocatori si decidono proprio in quegli anni. Con l’allenatore sbagliato, molti non ce l’hanno fatta. Falsini ha provato a metterci del suo, dando una visione diversa a Tripi, Milanese e Astrologo: “Mi ha riempito d’orgoglio vedere Tripi giocare contro il Cluj. Me lo avevano proposto come difensore centrale, ma ho capito subito che avrebbe potuto rivestire un altro ruolo per avere più fortuna nella Roma. Per fortuna ho visto che anche Fonseca l’ha schierato a centrocampo. Milanese con noi è esploso giocando da prima punta, ma per me è una mezzala. Quell’anno abbiamo avuto qualche problema, così gli chiesi di giocare centravanti e in otto partite fece nove gol. Astrologo voleva giocare a tutti i costi davanti alla difesa, gli ho chiesto di fare la mezzala ed è stato determinante. Ci sono stati tanti cambiamenti in quegli anni e molti ne hanno tratto benefici”.

Riccardo Ciervo è un altro orgoglio per Falsini: “Quando l’ho preso era un po’ discontinuo, ma ha un talento straordinario. So che viene paragonato a Zaniolo, ma con Nicolò non c’entra nulla. Ciervo ha una velocità allucinante ed è bravo tecnicamente. Non avrà mai la struttura fisica di Zaniolo e non è molto cattivo sotto porta in questo momento”. Quell’anno Cancellieri era tra i più promettenti. L’estate scorsa la Roma lo ha ceduto al Verona nell’affare Kumbulla: “Il Verona ha chiesto tanti giovani ai giallorossi, che alla fine hanno accettato di cedere solo lui. A me ha dato l’anima. È un altro dei tanti prospetti usciti da Trigoria che altrove possono fare bene, come successo a Politano”.