“Firenze, il Franchi non si tocca!”. La richiesta arriva… dall'Unesco

Repubblica Firenze si concentra non solo sulla sconfitta della Fiorentina contro il Milan, ma anche sul futuro dell’Artemio Franchi. L’Icomos, International Council on Monuments and Sites, ente consultivo dell’Unesco, ha invitato due lettere, una per il sindaco di Firenze e l’altra per il Mibact, firmate dal presidente mondiale Icomos Toshiyuki Kono e da quello italiano Maurizio Di Stefano, che bocciano la possibilità di demolire anche in parte lo stadio realizzato da Nervi, su cui è atteso un parere del ministero.

I vertici di Icomos rendono noto di aver emanato un “alert heritage”, un “ allarme sul patrimonio”, proprio relativo allo stadio Franchi ( condiviso da Ordine degli architetti, Italia Nostra, Docomomo e Fai) e chiedono agli enti pubblici italiani di “riconsiderare” la loro “approvazione anche di uno smantellamento parziale dello stadio” annunciando pure “una vigorosa campagna internazionale per prevenire la deturpazione del Franchi in modo da garantire la salvaguardia della sua integrità nel suo complesso, come tesoro da preservare per le generazioni a venire“.

Una “terribile situazione” la definisce l’Icomos, definendo il Franchi “un’opera iconica del patrimonio culturale italiano del XX secolo che dovrebbe essere preservato“, “per il design sportivo, l’ingegneria strutturale, le forme audaci e gli elementi architettonici poetici ed evocativi” e richiedendo “che venga condotto uno studio completo per determinare le condizioni effettive della struttura e quali siano i cambiamenti necessari per mantenerlo in vita ed assicurare la sua funzione come luogo di interesse culturale e sportivo”. Icomos si appella al ministro e al sindaco: “È imperativo che il Comune e il Ministero si ritirino da ogni progetto di smantellamento o addirittura distruzione dello stadio”.

Ma che cos’è l’Icomos?

Fondato nel 1965, è un’organizzazione internazionale non governativa che fornisce consulenza al Comitato per il patrimonio mondiale dell’Unesco. Non ne è diretta emanazione, ma si tratta in pratica del principale organismo tecnico di analisi e indagini sul territorio per conto dell’organizzazione delle Nazioni Unite.