Kaladze: “Il Milan non può essere questo. Champions? Vi svelo un retroscena…”

14 aprile 2006, Milan-Inter 1-0, i rossoneri esultano pr il gol di Kakha Kaladze (credits: GETTY Images)

MILAN NEWSKakha Kaladze, ex calciatore del Milan, ha rilasciato le seguenti dichiarazioni su Instagram in diretta al giornalista Carlo Pellegatti: “I miei inizi di carriera? Mi ricordo l’amichevole tra Dinamo Kiev e il Milan, in cui c’era tanta gente a San Siro. Segnai in quella amichevole e successivamente presi in giro Sebastiano Rossi per il gol che aveva subito. Galliani e Braida mi seguivano da diverso tempo. Noi della Dinamo Kiev avevamo una squadra veramente fortissima, abbiamo fatto degli anni bellissimi in Champions e nel 1997-98 siamo riusciti ad andare in semifinale contro il Bayern Monaco, ma purtroppo siamo stati eliminati”.

Su Shevchenko: “Galliani e Braida guardavano da diverso tempo Shevchenko. Poi hanno visto anche me in una partita e hanno iniziato a seguirmi. Per due anni gli osservatori rossoneri guardavano tutte le nostre partite”.

Su Lobanovskyi: “Allenarsi con Lobanovskyi? Avevo quasi 18 anni quando ho firmato con la Dinamo. I primi allenamenti di Lobanovskyi non riuscivo a sostenerli: a volte andavo via a metà allenamento perchè non ce la facevo. Mi ricordo un inverno in cui andammo in Germania per la preparazione e il giorno dopo mi bussarono alle 7  del mattino e mi dissero che dovevamo allenarci. Corsa di 45 minuti, colazione, poi di nuovo allenamento, che si ripeteva anche la sera. Era molto difficile, ma poi pian piano sono migliorato, non avendo più problemi. A livello mentale aiutava molto perchè in quella squadra eravamo tutti giovani. Ci  aiutava nel modo migliore sul come preparare la partita”.

Sul Milan: “Io col Milan ho passato anni straordinari. Ho vinto tutto quello che c’era da vincere in campo nazionale e internazionale. Avevamo una squadra fortissima e un grande spogliatoio”.

Su Ancelotti: “Ha creato questa squadra vincente con Galliani e Berlusconi, scegliendo giocatori e uomini importanti. I risultati sono arrivati di conseguenza”.

Sul suo ruolo: “Il mio ruolo preferito? Quando sono arrivato al Milan giocavo centrocampista, ma il mio ruolo preferito era quello di difensore centrale, cosa che ho fatto negli ultimi anni di carriera”.

Su Maldini e Nesta: “Maldini era il mio idolo, infatti avevo il poster in camera.Era un campione dentro e fuori dal campo, così come Nesta. In quella squadra tutti erano campioni”.

Sulla mentalità vincente del Milan: “La voglia di non fermarsi? E’ questa la mentalità delle grandi squadre. Anche noi giocatori volevamo sempre migliorare e ogni giorno lottavamo per entrare negli undici titolari. Al Milan, cosi come tutti i calciatori, ho avuti alti e bassi a causa degli infortuni, però non mi sono mai abbattuto. Ho sempre cercato di dare il massimo per conquistare la fiducia del mister”.

Sui gol segnati al Milan: “Quando sono arrivato al Milan ho subito giocato dall’inizio. Pian piano ho iniziato a giocare da centrocampista, segnando anche 4-5 gol. Quando è arrivato Cesare Maldini abbiamo fatto una grande stagione, vincendo tra l’altro 6-0 il derby contro l’Inter”.

Sul derby del 6-0: “Era il mio primo derby, ma sapevo già che era una partita speciale. Ho fatto anche un assist a Shevchenko. Abbiamo disputato una grande partita”.

Sul derby di Champions League: “C’era molta tensione. Non è stata una partita facile, ma la forza di quella squadra era proprio la consapevolezza di preparare quelle partite. Noi giocatori sapevamo come preparare quelle gare con le squadre forti, infatti difficilmente sbagliavamo”.

Su un Chievo-Milan di Coppa Italia: “Rui Costa giocò una partita straordinaria. Segnai un gol in rovesciata. Fu una bellissima partita”.

Sulla finale di Champions Juve-Milan: “Rigore sbagliato? Non ero rigorista, ma in quell’occasione nessuno se la sentiva di tirarli. Quando ho tirato la palla è andata un po’ in avanti, e quindi ho sbagliato. Gli occhi di Shevchenko? Me li ricordo perfettamente. Mi manca tantissimo il calcio, infatti con i miei figli mi riguardo alcune partite. Il rapporto con Shevchenko? Noi non immaginavamo che un giorno potessimo vincere la Champions League. Fu una sensazione speciale. Tutti sognavamo una cosa del genere, difficile spiegarlo con le parole”.

Sulla seconda vittoria in Champions: “Quando abbiamo perso a Istanbul eravamo disperati. Quando vincevamo 3-0 pensavamo di avercela fatta, ma questo è il calcio. Festeggiamenti nello spogliatoio tra il primo e il secondo tempo? Non è assolutamente vero, anzi Ancelotti ci disse che dovevamo fare meglio Successivamente abbiamo avuto la forza di ripartire, conquistando la Champions League due anni dopo”.

Su Inzaghi e Kaka: “Inzaghi in qualsiasi momento poteva segnare. Era una grande giocatore che sapeva fare gol. Anche Kaka lo era:con la palla faceva delle magie incredibili. Abbiamo capito quanto fosse forte dal primo allenamento. Davvero un campione”.

Sulla vittoria con il Milan nella coppa del mondo: “Quelle partite in Giappone non erano facili, visto il fuso orario. Nella prima partita abbiamo avuto questo tipo di problema, mentre nella seconda occasione, sempre con il Boca Juniors, siamo arrivati più preparati e abbiamo vinto. Il Giappone è un popolo di grande cultura e di grande educazione”.

Sull’addio del 2009 di Kaka, Maldini e Ancelotti: “L’addio di Maldini a Firenze? Paolo Maldini è un nome e cognome non solo per il Milan, ma per tutto il calcio mondiale. Ha fatto una carriera straordinaria. E’ una persona molto timida e un grande uomo, questo mi piace molto di lui”.

Sul Milan attuale: “Come tutti i tifosi rossoneri non sono abituato a vedere un Milan così, ma so che la proprietà ha grandi progetti. Il Milan non può essere quello di adesso: il club rossonero deve lottare sempre per grandi traguardi e spero che venga costruita quest’estate una squadra competitiva”.

Sul coronavirus: “Noi in Georgia abbiamo iniziato prima che in Italia, chiudendo tutto. La situazione è migliore rispetto agli altri paesi europei. Abbiamo circa 360 contagiati. Non è facile stare sempre a casa, ma il popolo è stato bravissimo a rispettare le regole. Io sindaco di Tiblisi? Mi ha aiutato molto il mio passato da giocatore, soprattutto sul non mollare mai. In politica, a differenza del calcio, non puoi sbagliare mai. Mi vogliono bene e sto facendo molto per migliorare la città. Abbiamo grandi progetti”. Intanto il Milan pensa al sostituto di Donnarumma, continua a leggere >>>

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