La Juve “ispira” Brooklyn? Dal gemellaggio solo vittorie

La Juventus a Brooklyn ha davvero lasciato il segno. Non tanto in termini di partnership commerciale, il vero motivo per cui il 7 dicembre al Barclays Center si è celebrata la Juve Night. Quanto in termini di vittorie: da quando i Nets hanno dedicato una partita ai bianconeri, il giorno in cui la squadra di Allegri batteva l’Inter 1-0, Brooklyn non ha più perso. Una striscia di successi arrivata a 6 gare e cominciata proprio nella partita della festa per i bianconeri con la vittoria sui Raptors, prima della classe. Ma la ciliegina sulla torta è arrivata la scorsa notte, quando al tappeto sono finiti i Lakers di LeBron James.

contagio
Se la Juve domina la Serie A da 7 anni ed è super favorita per conquistare l’ottavo scudetto consecutivo, i Nets sono nei bassifondi Nba. Almeno c’erano, prima di “gemellarsi” con i bianconeri. Il 7 dicembre, nella sala “40/40 Club” dell’arena dei Nets, i televisori trasmettono il gol di Mandzukic che lascia al palo i nerazzurri per la gioia dei tanto juventini di New York. Negli spogliatoi i giocatori dei Nets indossano le maglie personalizzate della Juventus al cospetto di David Trezeguet, ospite d’onore della serata. Il contagio è iniziato lì, con la propensione a vincere trasferitasi dai bianconeri di Torino a quelli di Brooklyn. Fin dalla notte della Juventus Night, in cui i Nets hanno battuto Toronto, squadra col miglior record Nba, chiudendo una striscia di 8 sconfitte. Da lì non si sono più fermati: dopo lo “scalpo” di Toronto, si sono presi anche quelli di Philadelphia e Lakers, con la vittoria su LeBron e compagni che consegna ai Nets la loro serie vincente più lunga dall’aprile 2015. Un periodo tutto speciale, che sta trasformando i Nets, che ora viaggiano con 14 vinte e 18 perse al 10° posto della Eastern Conference, nei degni “cugini d’America” della Juventus…


il cambio di marcia
A parte le suggestioni juventine, i Nets hanno cambiato marcia per meriti propri. Sono diventati il miglior attacco per punti a partita (124.6), il terzo per percentuale al tiro dal campo (43,6%, peggio solo di Lakers e Celtics), e secondo per percentuale (42.6%). Una vera e propria esplosione, che, come ha raccontato Kenny Atkinson, l’Allegri dei Nets (con le proporzioni del caso, visto che il coach di Brooklyn non ha mai vinto un titolo) ha il segreto in Spencer Dinwiddie: “Il suo atletismo e la sua energia stanno facendo la differenza. È lui il nostro motore in questo momento”. Quando le cose si fanno difficili, come negli importanti successi in volata arrivati contro Raptors, Sixers e Lakers, è il “panchinaro” Dinwiddie a trasformarsi in una sorta di Cristiano Ronaldo (anche qui con le debite proporzioni: Dinwiddie è ben lontano dall’essere uno dei migliori giocatori di tutti i tempi): i suoi 17.2 punti di media con il 47.5% dal campo sono entrambi massimi in carriera , festeggiati con un prolungamento di contratto da 34,3 milioni in 3 anni. I Nets non saranno mai la Juve della Nba, ma questa iniezione di vittorie era proprio quello che serviva. Chissà che non porti ad un’altra Juventus Night, magari per quei playoff che a Brooklyn non vedono dal 2015…