La ricchissima Premier resterà solo un ricordo?

Il murale di Banksy  sulla Brexit. Ap

Il murale di Banksy sulla Brexit. Ap

Se non verr trovato un accordo prima, per esempio sul secondo referendum auspicato da molti, il 29 marzo la Gran Bretagna uscir dall’Unione Europea. la famosa Brexit, votata un po’ a sorpresa nel giugno 2016 e ormai vicina alla sua realizzazione: se davvero succeder, gli effetti sul mercato del lavoro britannico (e non solo) avranno un forte impatto. Premier League compresa: non a caso il suo presidente, Richard Scudamore, si sempre espresso per il “Remain”. Sa perfettamente che la Brexit implicherebbe un sacco di guai. Prima di spiegare perch, due dati che impressionano: la Premier il campionato di calcio pi importante del mondo perch occupa la bellezza di 12 mila lavoratori e genera 3,3 miliardi di sterline di tasse (3,7 in euro; fonte The Athletic).

segreto
Il segreto del suo successo – limitatamente all’aspetto tecnico, quello organizzativo noto ma non vale ai fini del nostro ragionamento – consiste nella qualit e quantit di giocatori stranieri che le squadre mettono assieme. Il problema in arrivo con la Brexit riguarda gli elementi comunitari, attualmente privilegiati nei criteri d’accesso al torneo. Per venire ingaggiati da una squadra di Premier, gli extracomunitari devono dimostrare di aver giocato negli ultimi due anni almeno il 75 per cento delle partite della loro nazionale o, in alternativa, devono farsi pagare uno stipendio che sia in media con quello di tutti gli altri stranieri del torneo. La motivazione evidente: chi viene a giocare in Gran Bretagna deve essere forte. Non si accettano mezze figure, chi viene deve aiutare lo sviluppo del calcio inglese.


libera circolazione, ma…
Naturalmente le regole comunitarie hanno imposto la libera circolazione dei giocatori europei: ma secondo lo studio di The Athletic, pi del 60 per cento di quelli attualmente tesserati in Premier non risponderebbero ai parametri degli extracomunitari. E mica perch sono scarsi. Anzi, siccome erano bravi fin da giovani, gli osservatori dei club inglesi li avevano fatti acquistare molto prima che debuttassero in nazionale, o tanto meno guadagnassero cifre importanti. Due nomi aiutano a capire: N’Golo Kante e Riyad Mahrez, decisivi per i titoli di Leicester e Chelsea (il primo), senza il passaporto comunitario non sarebbero mai entrati. Chiss se resterebbero in una Gran Bretagna post-Brexit…

 Paolo Cond 

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