L'ex dirigente: “Maradona-Fiorentina, vi racconto. Eravamo a Manchester e…”

Dopo aver pianto la scomparsa del grande Diego Armando Maradona, uno dei calciatori più forti, se non il più forte mai esistito, è tempo di ripercorrere le sue gesta. Riavvolgendo il nastro della sua scintillante carriera, ci fermiamo negli anni ’80, prima che il Pibe stravolgesse Napoli e la sua storia: forse non tutti sanno che la Fiorentina si è mossa concretamente per acquistarlo. Noi ce lo siamo fatto raccontare da chi quella trattativa l’ha condotta in prima persona, ovvero Tito Corsi, Direttore Generale viola dal 1980 al 1985.

Signor Corsi, è vero che Maradona è stato trattato dalla Fiorentina? Ci può raccontare come andarono le cose?

E’ stato un pensiero che abbiamo avuto: il Barcellona giocava a Manchester in Coppa delle Coppe, il ritorno dei quarti di finale. Io sono andato su, mi sono incontrato con il vice-presidente catalano Joan Gaspart e abbiamo parlato a lungo di questo possibile passaggio di Maradona in viola, perché da regolamento potevamo prendere un altro straniero e Diego poteva essere un’ottima idea.

Più che ottima, se ci possiamo permettere… Ma alla fine come mai non abbiamo potuto esultare per le magie di Maradona sotto la Fiesole?

Era una trattativa molto difficile, il costo era molto alto, poi sono subentrate altre valutazioni sempre di carattere economico con il passare del tempo e alla fine non è stato possibile perfezionare quell’operazione.

Peccato. Comunque tra Bertoni, Passarella e Socrates non ci possiamo lamentare… Muovendo al presente, cosa pensa delle molte battaglie che sta combattendo il presidente Commisso?

Ho letto che abbastanza di recente Commisso chiedeva altro tempo. Li vedo attivi, si stanno muovendo molto, ma per assestare un programma e tirar su una squadra competitiva in Italia non ci vuole poco. Oltretutto adesso le grandi squadre in Serie A stanno aumentando, il che rende una risalita più complicata. Io credo che quello che sta facendo Commisso rimanga da applaudire, gli investimenti sono importanti, penso soprattutto al Centro Sportivo. Mi ricordo che già quando c’ero io se ne parlava, fu presa in esame una situazione sopra Pontassieve che poi non si rivelò percorribile. La possibilità di avere lo stadio nuovo incanta, mi sembra ci siano idee molto chiare.

E quanto alla rosa costruita per questa stagione? C’è chi dice che è sopravvalutata. Lei la pensa così o ritiene che semplicemente i giocatori non si stiano esprimendo al massimo delle potenzialità?

La rosa mi pare di valore, sia numericamente sia tecnicamente. Certo, mettere assieme i giocatori più importanti abituati prendendoli da realtà diverse e affidando loro le sorti della squadra non è molto facile, ci vuole tempo anche in questo caso, specie poi in un momento di crisi globale come questo. Sopravvalutati? Dipende per che cosa, per lo Scudetto dico di sì, ma non tanto per i valori, quanto perché non si vince uno Scudetto prendendo undici giocatori e mettendoli in campo. I giocatori hanno bisogno di adattarsi in tutto alla squadra nella quale vanno a giocare.

Sormani: “La sconfitta col Benevento ha raggelato Firenze, serve tranquillità nell’ambiente”