Longo: “Rimonta con personalità. Inter? La vittoria con una big ci manca…”

Le voci / Le dichiarazioni dell’allenatore nel post-partita: “Sono contento per Verdi, questo dev’essere l’inizio per lui. Siamo consapevoli che oggi è stato fatto un passo che andava fatto”

TURIN, ITALY – JULY 08: Torino FC head coach Moreno Longo reacts during the Serie A match between Torino FC and Brescia Calcio at Stadio Olimpico di Torino on July 8, 2020 in Turin, Italy. (Photo by Valerio Pennicino/Getty Images)

Al termine della gara tra Torino e Brescia ha parlato Moreno Longo. Di seguito le sue dichiarazioni.

A Sky al tecnico viene chiesto cosa ha detto ai giocatori al termine della partita, quando li ha radunati a centrocampo: “Di solito lo facciamo nello spogliatoio. Abbiamo preferito farlo in campo, stavolta. In quel momento mi sentivo di dire delle cose ai ragazzi, ci sono dei momenti in cui devi esternare ai ragazzi delle cose in particolare e mi sono sentito di fare così. Ci tenevo, perché sapevamo l’importanza per noi di questa partita. Sono gare trappola, come il Brescia l’ha dimostrato con l’Hellas Verona. Loro non avevano niente da perdere al contrario nostro. Siamo passati in svantaggio in maniera sfortunata, e a quel punto la strada si può complicare. Ci poteva stare non mantenere lucidità e freddezza ma comunque ci siamo organizzati per reagire; non era scontato nè facile. Poi abbiamo recuperato con personalità e quindi complimenti ai ragazzi. Nel secondo tempo c’è stato un approccio importante, i ragazzi sono entrati in campo con il piglio giusto e l’hanno ribaltata”.

Longo ha avuto paura di perdere questa partita? “Anche in svantaggio non ho avuto paura. L’1-0 era bugiardo, la squadra aveva approcciato bene la partita. Nei primi 10′ avevamo già tirato in porta 4 volte, la squadra stava creando sin da subito. Prendere quel gol di Terragrossa ci ha scosso ma poi abbiamo creato i presupposti per recuperare. Organizzandoci bene”.

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A Torino Channel il tecnico aggiunge: “Sapevamo che a sinistra Sabelli avrebbe avuto più campo, la nostra idea era quella di far virare le loro azioni su Martella. Oggi non potevamo tenere Verdi trequartista perché loro lavoravano con due mediani quindi avrebbero messo in mezzo il nostro giocatore nel due contro uno. Belotti doveva togliere il passaggio tra il difensore centrale e Sabelli, in modo da permettere ad Ansaldi di scivolare sul terzino. Nel caso in cui ciò non fosse accaduto, doveva scivolare Rincon con Meité diventava vertice e Verdi mezzala. Era una cosa che sapevamo che avremmo gestito e non avrebbe dovuto creare problemi. Nel momento in cui avevamo palla avevamo la possibilità di ripartire nel due contro due con Zaza e Belotti, con questo modo di giocare c’erano più spazi a disposizione”.