Marazzina: “Eriksen? Al suo posto mi incazzerei come una iena. E l'Inter…”

Quella di questa sera sarà sempre una partita speciale per Massimo Marazzina: Inter e Bologna rappresentano l’inizio e la fine della sua carriera da calciatore, dall’esordio con la maglia della sua squadra del cuore al ritiro in rossoblu, dopo 17 anni e 128 gol tra Serie A e Serie B. Fcinter1908 ha contattato in esclusiva l’ex attaccante, che ora vive in pianta stabile a Miami.

Da diversi anni ti sei trasferito a Miami: di cosa ti occupi ora?
Con il Sarasota ho smesso di collaborare da giugno-luglio, ho preferito chiudere anche per una questione di distanze: per andarci mi servivano 3 ore e mezza di viaggio, a volte facevo anche andata-ritorno in giornata. L’esperienza mi è servita e ne farò tesoro. Adesso alleno i ragazzi, faccio lezioni private, e mi è molto più comodo: ho i campi a 10 minuti da casa, posso godermi di più la famiglia e il tempo libero. Rispetto all’Italia è tutto diverso, mi è servito del tempo per capire le cose.

Questa sera si affrontano Inter e Bologna, la prima e l’ultima squadra della tua carriera.
Io sono nato interista, aver giocato nel settore giovanile dell’Inter è stato un qualcosa in più: prima di arrivare in nerazzurro, dove mi ha preso Gianpiero Marini, sono stato scartato da altre tre squadre, dal Pergocrema, dall’Atalanta e dalla Cremonese. Non è stato facile rimettermi in gioco, poi alla fine sono stato preso dall’Inter che è un club più competitivo e lì ho cominciato quella che è stata la mia carriera, chiusa poi a Bologna. Mi ricordo che arrivai a Bologna grazie a Zaccarelli, che mi aveva preso già a Torino: rinunciai a parecchi soldi, ma sapevo di poter far bene e mi sono fidato delle mie sensazioni, riportando in Serie A una società gloriosa come quella rossoblu.

L’inizio di stagione dell’Inter è stato molto altalenante: cosa ne pensi?
È stato un inizio da montagne russe, da Pazza Inter. In Champions League è vero che sono ancora in gioco, ma a inizio anno nessuno si aspettava che si dovesse arrivare all’ultima giornata per superare il girone: al momento del sorteggio si pensava che l’Inter, a questo punto, fosse in un’altra situazione di classifica. Poi se si qualificherà questi discorsi andranno persi, ma secondo me avrebbe dovuto avere più punti. Mi aspettavo qualcosa di più, soprattutto in Champions: il girone era impegnativo, ma non più di tanto. Ha qualche punto in meno, avrebbe dovuto essere in un’altra situazione di classifica. Mi dispiace, perchè l’Inter è il mio amore: mi ricordo quando mi allenavo alla Pinetina da piccolo, quando vedevo i miei idoli, però bisogna essere obiettivi.

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Nella tua Inter c’era un giocatore di enorme talento, ma che raccolse numerose critiche e alla fine fu ceduto, generando molti rimpianti: Dennis Bergkamp. Una situazione che sembra ripetersi oggi con Eriksen…
Credo che Bergkamp abbia giocato e abbia avuto le sue occasioni: se la gente pensa a lui si ricorda di un giocatore che comunque all’Inter ha dato qualcosa, tanto o poco si può discutere, ma oggettivamente non è stato di sicuro un bidone. Eriksen, secondo me, è ingiudicabile: a un giocatore devi dare le possibilità di giocare, se fa male bisogna insistere, invece è stato preso e non so perchè. Al suo posto mi incazzerei come una iena: mi porti via da un posto dove gioco, dove sto bene, in una città bellissima, mi fai venire a Milano e mi fai entrare a 4 minuti dalla fine? Io avrei reagito in malo modo… Un allenatore può non vedermi, ma Eriksen non lo puoi fare entrare a 3 minuti dalla fine, non esiste, dal punto di vista del calciatore è una mancanza di rispetto. Ma poi, quando lo hanno preso, non sapevano come gioca? L’hanno portato a Milano per fare che? A questo punto lo lasciavano a Londra. È stata un’incongruenza che da Conte e dalla società non mi aspettavo. Esempio: perchè le cose andavano bene al Chievo? Perchè Sartori comprava in base alle esigenze di Delneri.

Chi invece sta rendendo alla grande all’Inter è Romelu Lukaku.
Qui bisogna dare merito a Conte che ha insistito, anche se forse la prima scelta era Dzeko… I numeri di Lukaku sono impressionanti, ma quello che conta soprattutto è l’attitudine. E poi le piccole cose: il fatto che abbia imparato subito l’italiano, per inserirsi al meglio nello spogliatoio, indica anche l’intelligenza dell’uomo, non solo del calciatore.

Foto: Sky Sport

Al suo fianco sta crescendo anche Lautaro Martinez.
Di Lautaro si può dire quello che si vuole, ma ormai è un giocatore affermato: tutti devono dimostrare qualcosa, in ogni partita, anche Cristiano Ronaldo, ma Lautaro è un giocatore mondiale, di grande valore, indipendentemente che possa segnare o non segnare. Uno così non lo vai a prendere guardando il gol in più o in meno, si sa chi è: fa bene l’Inter a tenerselo, anche perchè quelli che fanno gol sono pochi in giro, oltretutto a 23 anni. Se lo mandi devi prendere tanti soldi, e poi devi trovare un sostituto di livello: e chi prendi?

Nel Bologna, invece, al fianco dell’eterno Palacio spicca la presenza di un giovane interessante come Barrow.
Mihajlovic è la persona giusta, ogni tanto dà qualche bastonata ai giovani quando alzano troppo la cresta… Il Bologna deve far rendere al meglio il proprio capitale, e Sinisa è in grado di tirare fuori il meglio dai suoi ragazzi, incluso Barrow.

Qual è il tuo pronostico per la sfida di stasera? Chi potrà essere l’uomo decisivo?
Quando giocavo io la differenza di valori tra grandi squadre e quelle medio-piccole era più marcata: a parità di condizioni fisiche e psicologiche non c’erano chance. Oggi, invece, il livello delle big si è un po’ abbassato: se il Bologna gioca una grande partita, come fatto in passato, ha qualche possibilità, ma deve giocare la partita perfetta e sperare che l’Inter non sia in giornata. Se entrambe stanno bene le percentuali sono 70-30 per i nerazzurri. Il Bologna ha già vinto a San Siro, sa come si fa, e l’Inter potrebbe sentire le fatiche della coppa: un pari non sarebbe da escludere. Uomo decisivo? Direi Lukaku, ma attenzione a D’Ambrosio, qualche coniglio dal cilindro l’ha estratto, anche se non so se giocherà. Per il Bologna dico Soriano.