Nadal sì-vax: “Se ci obbligheranno a fare il vaccino, Djokovic dovrà farlo”

Negli ultimi giorni, Rafa Nadal ha rilasciato diverse interviste a vari media attraverso videoconferenze, e ha avuto modo di spaziare su diversi argomenti, dal tennis alla situazione spagnola durante il CoVid-19.
Proprio queste dichiarazioni hanno indispettito qualcuno, e così zio Toni è dovuto “uscire allo scoperto” per difenderlo alla radio.

Uno dei media con cui Rafa ha parlato è stato La Voz de Galicia, commentando aspetti piuttosto interessanti su di lui e sulla questione di un possibile vaccino contro il Corona virus, argomento scottante, visto che il suo collega rivale Novak Djokovic ha preso una posizione abbastanza netta a riguardo, e non propriamente a favore, per usare un eufemismo.

Diversi paesi stanno lavorando a un vaccino per CoVid-19 e si parla della possibilità che, nel caso del tennis, questo sia reso obbligatorio per competere nei tornei ufficiali.
Djokovic ha lasciato intendere, dicevamo, di non essere d’accordo con la necessità di essere vaccinato.

“Ognuno è libero e io non sono nessuno per chiedere nulla a nessuno, ma uno deve rispettare le regole che sono nel circuito. Se ci costringessero a essere vaccinati, Djokovic dovrà essere vaccinato se vuole continuare a giocare a tennis.
Se l’ATP o l’ITF ci obbligano, dovremo farlo proprio come abbiamo già delle restrizioni quando assumiamo medicinali per il controllo antidoping. Dobbiamo seguire le regole”,
ha ribadito il maiorchino.

Rafa Nadal riflette anche su ciò che significa non poter competere in questo 2020 e su come questo potrà influire sulla sua carriera: “Questo non riguarda tutti allo stesso modo. Non possiamo mettere sullo stesso piano un Federer, a 38 anni, e un altro giocatore di appena 21. Se questo fosse successo a me quando ero agli inizi, avrei pensato che fosse orribile, ma avrei avuto ancora tutta la carriera davanti. Con più anni sulle spalle, hai meno opzioni per vincere titoli importanti, e questa sosta forzata condizionerà per forza di cose me e altri della mia età e con un corpo logoro come quello che ho. Richiederà molto lavoro per essere di nuovo al 100%. Ma io sono molto fiducioso”.

Questa pausa arriva nel pieno della lotta tra i tre grandi, con Djokovic al primo posto ma con un Nadal che era intenzionato a spodestarlo, a suon di vittorie.
Tuttavia, Nadal non si dice ossessionato dal voler essere quello con il maggior numero di Slam tra i Big 3: “Faccio la mia carriera e non vivo preoccupato per “il vicino” della porta accanto. Bisogna essere soddisfatti di ciò che si fa ed è quello che sto facendo durante la mia carriera. Una volta che avrò terminato, se Roger o Novak saranno stati più grandi di me, ecco, quello non cambierà la mia felicità”.

Nadal infine fa una bella riflessione su come vorrebbe essere ricordato domani. Di tanto in tanto ne ha parlato, ma fa sempre bene rileggerlo e ripeterlo: “Per me, al di là dei titoli, la cosa più importante sono le relazioni personali. Perché la gara passa, ma le relazioni rimangono. Non importa avere 30 Grand Slam se non hai amici. Non sarai felice così. È meglio non avere titoli ma andare a lavorare ogni giorno, con il tuo modesto stipendio e avere buoni amici. Questo ti dà più felicità di tutti i soldi che puoi avere”.