Napoli-Roma, quando Zola fece il Maradona per 20 minuti

Oggi vi parliamo di una storica rimonta. Siamo nell’aprile del 1992 e il Napoli, guidato da Claudio Ranieri e orfano di Diego Armando Maradona, consacra al popolo del San Paolo un nuovo diez: Gianfranco Zola, the magic box (la scatola magica) come lo avrebbero poi ribattezzato a Londra. E’ lui il protagonista indiscusso di questo amarcord. La partita si chiuderà con il risultato di 3 a 2 per gli azzurri. Piccolo flash forward, facciamo un salto nel postgara: “Abbiamo fatto tutto noi e lo dico nonostante un valido avversario. Oggi abbiamo tanto da recriminare”.  E’ un Ottavio Bianchi che mastica amaro quello che si presta ai microfoni dei giornalisti dopo l’evento sportivo. Il guru del primo scudetto partenopeo – oggi ex di turno – non manda giù la rimonta del Napoli. Eppure il risultato è inevitabile se due campioni del calibro di Zola e Careca decidono di accendere la luce. Ma veniamo alla cronaca del match. C’è poco da dire in effetti, ha ragione Bianchi. Voeller e compagni dominano gran parte dell’incontro: la Roma chiude in vantaggio la prima frazione di gioco con un netto due a zero. La partita, insomma, sembra in cassaforte per i capitolini. Il primo gol ospite lo segna l’azzurro Corradini che, nel tentativo di anticipare Voeller, spedisce la sfera nella sua stessa porta.

Il raddoppio invece è del principe Giannini che infila Galli con un piattone da posizione defilata. Nella ripresa il Napoli cambia pelle, anche grazie a un’intuizione tattica di Ranieri che rileva l’indisposto De Napoli (causa enterite) per inserire Filardi. Il terzino prende in consegna Giannini e, di fatto, prosciuga le risorse romaniste. Il primo gol azzurro è di Silenzi che impatta la palla con un perfetto tiro di collo piede. Ma è pregevolissimo l’assist di Zola che prima recupera il pallone con un contrasto vincente sulla trequarti e poi serve il centravanti romano che non si fa pregare per cambiare il risultato. Il gol del pari invece arriva grazie a Careca che incorna su un cross al bacio di uno scatenatissimo Zola. Ecco la dinamica dell’azione: il dieci riceve palla nel cuore dell’area di rigore e marcato a uomo da Pellegrini e Comi, si defila sull’out di destra con rapidi giochi di gambe. A quel punto Zola lascia partire un cross che trova la testa di Careca. Pari e patta. Il Napoli ci prende gusto e stavolta è Zola a mettersi in proprio. Il sardo riceve palla in piena area di rigore, la addomestica con una carezza e poi la appoggia in rete con un tocco tanto delicato quanto beffardo. Dopo Maradona il Napoli trova un altro grande dieci, uno dei calciatori più forti che l’Italia abbia mai avuto. Forse nessuna squadra, neanche il Real Madrid, ha potuto mai beneficiare di un tale passaggio di consegne: da Maradona a Zola, è incredibile che sia successo proprio a Napoli.  Peccato che il club stava dismettendo ogni ambizione. Quelli erano gli ultimi anni di Serie A prima di un grande calvario che si chiuderà solo nel 2007.

Tabellino
NAPOLI: Galli, Pusceddu, Corradini, Ferrara, Francini, De Napoli, Alemao, Silenzi, Mauro, Zola, Careca  All. Ranieri
ROMA:  Zinetti, Pellegrini, Comi, Garzya, Carboni, Aldair, Di Mauro, Giannini, Habler, Rizzitelli, Voeller  All. Bianchi
ARBITRO:  Bazzoli.
RETI: 8? aut. Corradini, 18? Giannini, 47? Silenzi, 55? Careca, 66? Zola.