Pato: “La scommessa di Oddo, il calcio di Ibra a Cassano e… Che gioia lo scudetto del 2011!”

2 aprile 2011, Milan-Inter 3-0: l’esultanza di Alexandre Pato per il gol lampo (credits: GETTY Images)

MILAN NEWSAlexandre Pato, intervenuto in una chat sui profili ufficiali del Milan, ha parlato della sua esperienza in rossonero e dello Scudetto vinto con i rossoneri nella stagione 2010/2011. Pato ha risposto alle domande che gli sono state rivolte.

Prima giornata di campionato contro il Lecce, il Milan vince 4-0 e tu segni una doppietta. Poi negli ultimi giorni di mercato vengono ceduti Marco Borriello e Klaas Jan Huntelaar per lasciare spazio a Zlatan Ibrahimovic e Robinho. Cosa ci dici? “I nuovi arrivi hanno portato molto entusiasmo e molta tecnica. Un cambio radicale nello spogliatoio perché Ibrahimovic è uno molto serio, mentre Robinho è sempre sorridente. Ci hanno dato una grossa mano a vincere il campionato quell’anno”.

Era il primo anno di Massimiliano Allegri e tu eri al Milan già da qualche stagione. Cosa ha portato di diverso e com’era lavorare come lui? “In quel periodo eravamo un gruppo unito con voglia di vincere. Allegri ci faceva fare sempre degli allenamenti tosti e non ci lasciava respirare. Chiedeva sempre di più, e noi lo seguivamo. Anche la società lo sosteneva e lo appoggiava. Siamo riusciti a vincere il campionato perché tutti volevano giocare e volevano fare bene per il Milan. Allegri ha portato la voglia di vincere”.

Poi arrivano le importanti vittorie contro Napoli e Inter e nel derby Ibrahimovic segna il rigore decisivo. Raccontaci qualcosa. “Come ho detto prima eravamo un gruppo molto forte e avevamo la testa per vincere. Napoli e Inter erano due fra le squadre più forte in Italia, ma noi dopo una vittoria, pensavamo subito alla partita successiva”

Nel girone di ritorno arrivano 12 risultati utili di fila prima della sconfitta contro il Palermo, che riavvicina l’Inter alla vetta della classifica. Il derby di ritorno si gioca con i nerazzurri a sole 2 distanze dal Milan. Come avevate preparato quello scontro diretto? Cosa ricordi? “Contro il Palermo abbiamo preso una brutta botta che ha fatto riavvicinare l’Inter. Nella settimana prima del derby ci siamo allenati forte per provare a dimenticare quella sconfitta. Io, parlando personalmente, non l’avevo dimenticata. Dovevamo vincere per forza il derby, sennò non potevamo uscire di casa (ndr risata). Avevo detto ad Abbiati di chiudere la porta, che io avrei provato a fare dei gol li davanti. Dopo 47 secondi, io la passo a Gennaro Gattuso, poi Gattuso a Robinho che prova a fare un giochetto. Poi la palla arriva ai miei piedi e faccio gol. Da li ho capito che la partita sarebbe stata nostra. Abbiamo fatto il secondo, poi è entrato Antonio Cassano che ha segnato il terzo su rigore. Una partita strepitosa che mi ha fatto capire che lo Scudetto era nelle nostre mani”.

Il pareggio di Roma ci ha consegnato ufficialmente lo Scudetto. Cosa ti è passato nella testa? “Mi ricordo che a fine partita tutti ci siamo abbracciati in campo. Ma io non capivo bene l’importanza di vincere il campionato. Poi con il tempo, ti entra nella testa e nel cuore, e capisci quanto è importante vincere uno Scudetto in Italia con il Milan. Quando incontro milanisti in giro per strada, mi ricordano sempre quel campionato vinto. Mi ricordo anche che Cassano stava facendo un’intervista e Ibrahimovic per scherzare gli ha dato un calcio. Poi ancora c’era Oddo che aveva fatto una scommessa per vedere se riusciva a correre senza maglia sulla pista di atletica intorno al campo. Tante belle cose insomma. Dopo il fischio dell’arbitro c’è stata una gioia immensa che rimarrà sempre nel mio cuore”.

Le tue sensazioni per quello Scudetto? “Posso dire che fa parte della mia pelle. Io sono arrivato a 17 anni al Milan quando c’erano tanti idoli come Ronaldo e Carlo Ancelotti. Nel 2010 è arrivato l’anno della vittoria con una squadra fantastica. Quando abbiamo vinto mi sono tolto un peso. Quando siamo arrivati a Milano in Duomo è stato bellissimo. Vorrei che il Milan tornasse a vincere uno Scudetto il più presto possibile. Lo auguro ai giocatori che giocano li ora”.

Raccontaci un aneddoto Alexandre. “In riferimento a quello che prendeva Yepes dopo mangiato, noi prendevamo sempre la crostata ad esempio. Poi quando abbiamo iniziato tutti a prendere il gelato come Yepes, abbiamo dato a quel gelato il suo nome”.

E di Kevin Prince Boateng che ballava così bene, cosa ci dici? Te lo aspettavi? “A Boateng piaceva ballare e piaceva cantare. Era un personaggio e amava il mondo della televisione. Gli abbiamo detto che se avessimo vinto lo Scudetto, lui avrebbe ballato in mezzo al campo durante la festa a San Siro. Lui accettò subito, e hanno realizzato questo. Io comunque lo preferisco come calciatore e non come ballerino (ndr risata)”. LEGGI QUI I RICORDI DI ALBERTO ZACCHERONI SULLO SCUDETTO 1999 >>>

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