Pino Insegno ci crede: “Lazio mia, sei da scudetto. E Luis Alberto non frigna più”

Di Giovanni Manco

ROMA – Uomo di teatro, cinema, televisione, radio, e grande laziale. Pino Insegno, personaggio noto nel nostro ambiente, ha avuto la gentilezza di intervenire in esclusiva su Cittaceleste TV (canale 85 del DT).

Ciao Pino, innanzitutto come stai e come sta la tua famiglia?

“In questo periodo se uno dice ‘sono positivo’ vuol dire tante cose meno che quella giusta. Siamo a casa come tutti, facciamo molta attenzione. Questo periodo è la gioia dei miei figli che possono godersi i genitori h24. Non so quando usciremo da questa situazione. A questo punto, la prossima volta che la Lazio sarà prima in classifica le diremo di smettere (ride, ndr). Per una volta che potevamo goderci un campionato così bello, peccato”.

Una marcia trionfale della Lazio, come la descriveresti?

“Se un gruppo è unito ed ha stessi obiettivi, in qualsiasi gruppo di lavoro, succede questo e si vince. Quando c’è collaborazione ed empatia si vince. Spero che questo periodo passi come è passato per la Lazio dopo l’intervallo di Lazio-Atalanta. Uso spesso questa metafora ma al 45′ la Lazio era finita, fine dei giochi. Nel secondo tempo è cambiato tutto, dal 3-3 è cambiato tutto ed è cambiato il campionato della squadra. Si è rivoltato tutto nel senso buono del termine, negli spogliatoi è scattata l’amicizia ed il gruppo. Un po’ come sta accadendo all’Italia, il paese si sta stringendo, si sta abbracciando. Voglio usare la metafora della Lazio, non perché sia laziale, lo avrei fatto anche se fosse stata un’altra squadra. Dobbiamo stringerci, adda passà ‘a nuttat“.

Quali giocatori ti hanno stupito particolarmente?

“Luis Alberto su tutti. Poi Ciro Immobile. Ognuno poi è migliorato di riflesso, c’è stato un effetto domino. Ma mi soffermo su Luis Alberto che è migliorato anche fisicamente, non è più un piagnone. È diventato un giocatore totale, l’ho visto anche rubare palloni e scattare sulla fascia. Milinkovic invece lo trovo ancora altalenante, l’ha fatta una grande partita da 120 milioni di euro ma non sempre. Correa è riuscito a divertirci e far divertire. Poi c’è stato Immobile, lui per fermarlo devi solo spararlo. Poi c’è Acerbi, l’immagine vera del calcio: se dovesse scegliere un uomo immagine per la playstation sceglierei lui e non Ronaldo o Messi. Metterei Acerbi non perché la Lazio – direi anche Bruno Conti o Totti senza problemi – ha Acerbi è stato un uomo che ha ricominciato dal basso, che stava perdendo la sua vita per un brutto mare ed è risorto. Lui è l’immagine del calcio, se guadagnasse 10 milioni di euro nessuno gli farebbe i conti in tasca. Acerbi insegna la vita, è emblema di calcio ed essere umano”.

E Inzaghi?

“Inzaghi è il motore immobile di tutto questo, è il deus ex machina. Quando cambiammo 3-4 nomi e scegliemmo Inzaghi rimasi interdetto, Simone è un amico ed una persona speciale ma non ero sicuro avesse l’esperienza giusta, Tare mi disse: ‘se è sopravvissuto a tutto questo vuol dire che farà molto bene’ e così è stato. Igli ci ha creduto, speriamo davvero di non perderlo mai Tare perché è un uomo per bene ed una persona deliziosa”.

Spostare l’Europeo di un anno è la cosa migliore?

“Speriamo che un anno basti. Nello spettacolo siamo fermi da 40 giorni, è tutto fermo. È dura, penso a quelle persone che campano solo di teatro”.

Accarezzi ancora il sogno scudetto?

“Lo accarezzo, ma non so di che morte si morirà. È tutto da vedere. Penso anche a chi rischia la retrocessione o chi si sta giocando una promozione in una categoria superiore, quello sarà un grandissimo problema. È una decisione davvero difficile, non si può stoppare tutto così com’è e chi c’è c’è e chi non c’è non c’è”.

Stiamo passando tante giornate in casa, quali sono le partite che consiglieresti di rivedere?

“Avremmo l’imbarazzo della scelta noi laziali, è come se mi chiedessi due o tre film da vedere ce ne sono tantissimi. Da Lazio-Atalanta in poi sarebbero da rivedere tutte se ha tempo. Altrimenti cinema, musica, libri, godersi i figli per chi li ha”.

Come saluteresti i nostri lettori e telespettatori, c’è un messaggio che vuoi far passare?

“Dire che andrà tutto bene è facile, non servono messaggi serve solo pazienza. Non è come un film terrificante che dura due ora, per noi 24h sono 24h vere. Ho detto a mio moglie che se passiamo bene questo periodo non ci lasceremo mai (ride, ndr) è c0sì. Non si deve entrare nella depressione. Penso a chi gira per guadagnare qualche euro per sopravvivere, bisogna fare qualcosa per la gente, chi guadagna 100 euro ti risponde: ‘stacce te a casa, io come faccio?’. Ci andrei cauto, ecco. Stiamo a casa perché dobbiamo, ma serve rispetto anche per chi ha difficoltà a guadagnarsi da vivere. Restiamo su, è dalla merda che nascono i fiori come diceva De André. Spesso le cose migliori vengono fuori di getto, nei momenti difficili, per cui utilizziamo questa negatività per tirare fuori il meglio. Il meglio viene fuori, credetemi, chiusa una porta si apre un portone. Se Leopardi fosse stato biondo con gli occhi azzurri e non gobbo con Silvia ci andava a letto (ride, ndr) e invece ha composto cose meravigliose”.

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