Simic: “Il nostro segreto era a Milanello… Milan, tornerai in Champions”

Dario Simic, qui con il Milan nel 2003 (credits: GETTY Images)

MILAN NEWSDario Simic, classe 1975, ex difensore rossonero dal 2002 al 2008, ha parlato, in diretta su ‘Instagram‘, con Carlo Pellegatti, giornalista sportivo e tifoso del Milan. Queste le dichiarazioni di Simic:

Sul primo gol nel Milan a Modena: “Prima partita nel Milan e primo gol. Indossare la maglia del Milan è stato un grande onore. Noi in Croazia abbiamo sempre seguito il Milan grazie a Zvonimir Boban”.

Sul suo ruolo nel Milan: “Non ero titolare, ma era importante farsi trovare pronti quando serviva. Abbiamo vinto le due Champions League partendo dai preliminari, abbiamo dovuto fare tante partite, quindi c’era bisogno di tutti. Non era facile, ma era fondamentale farsi trovare pronti”.

Sull’arrivo al Milan: “All’epoca Milan e Inter si scambiavano più giocatori di adesso. Io sono arrivato insieme a Clarence Seedorf”.

Sulla Coppa Italia del 2003: “E’ stata importante anche perché è arrivata subito dopo Manchester. Non è mai facile vincere dopo un’altra vittoria. A ‘San Siro‘ c’era tanta gente, abbiamo festeggiato alla grande. All’andata abbiamo vinto 4-1, la Roma era una grande squadra. Al ritorno siamo andati sotto 2-0, ma i tifosi ci hanno dato la carica giusta per rimontare”.

Su Carlo Ancelotti: “E’ prima di tutto un grande uomo e un grande allenatore. Mi ha dato grande tranquillità, eravamo un bel gruppo in quel periodo”.

Sul gruppo rossonero nel suo periodo: “Eravamo un grande gruppo. A Milanello stavamo benissimo insieme, avevamo voglia di andarci e questo è stato uno dei nostri segreti. Eravamo proprio contenti. Il capitano Paolo Maldini era molto importante”.

Su chi lo ha sorpreso di più tra i suoi compagni: “Ho avuto la fortuna di giocare con tanti grandi campioni. Per me Maldini è unico, amava la squadra e per lui era importantissimo vincere. Lui amava il Milan, era il nostro simbolo”.

Sugli ex compagni di squadra che ora fanno gli allenatori: “Non sono sorpreso, avevamo tanti giocatori di personalità in quella squadra”.

Su chi consiglierebbe al Milan: “Nel campionato croato ci sono tanti giocatori interessanti. Ci sono tanti giocatori affidabili, hanno anche un buona mentalità”.

Su Zlatan Ibrahimovic: “E’ un grande giocatore che sta aiutando tanto il Milan. Siamo stati a vedere un grande Milan che lottava per la Champions e per lo Scudetto. ‘San Siro‘ è un grande stadio, ma non è facile giocarci perché la gente è stata abituata a vedere grandi campioni. La speranza è di rivedere presto il Milan in alto”.

Su Ante Rebic: “Ante ha fatto ottime partite. Per i giocatori, è più facile giocare in una squadra dove l’ambiente è positivo. Il loro rendimento dipendere anche dal resto della squadra”.

Su Milan-Ajax del 2003: “E’ stata una partita durissima. Per fortuna era scritto da qualche parte che avremmo vinto noi. Gol di Filippo Inzaghi o Jon-Dahl Tomasson? Meno male che Tomasson non era in fuorigioco, se no lo ammazzavamo (sorride, n.d.r.)”.

Sulle Champions del 2003 e del 2007: “Con quella di Manchester abbiamo iniziato un ciclo, con quella del 2007 lo abbiamo chiuso. Potevamo vincere più Champions in questi cinque anni. A La Coruna non so cosa sia successo, all’andata potevamo vincere 7-1. Anche a Barcellona, qualche anno dopo, hanno annullato un gol regolare ad Andriy Shevchenko”.

Sulla Champions: “Prima poi il Milan ci tornerà. Non è un momento facile, non bisogna guardare troppo il passato. Il progetto del nuovo stadio è importante, Elliott è un fondo serio che vuole investire per riportare in alto i rossoneri”. COSÌ, INVECE, HA PARLATO OGGI IL PRESIDENTE ROSSONERO PAOLO SCARONI >>>

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