Tagliavento fa mea culpa: “La Var avrebbe evitato quel gol di Muntari…”

VERONA, ITALY – APRIL 04: Referee Paolo Tagliavento reacts during the serie A match between AC Chievo Verona and US Sassuolo at Stadio Marc’Antonio Bentegodi on April 4, 2018 in Verona, Italy. (Photo by Dino Panato/Getty Images)

Paolo Tagliavento ha accettato la nuova avventura da dirigente della sua squadra del cuore: “La prima partita della Ternana al Liberati l’ho vista a 4 anni e fino a 18 ho fatto tutte le trasferte con mio padre”, ha raccontato l’ex arbitro ad Avvenire. Cristiano Lucarelli oggi è il “suo” allenatore: “L’ho arbitrato diverse volte ma non ho episodi particolari da raccontare. Di sicuro da calciatore non era così collaborativo come invece lo è adesso da tecnico- Questa Ternana grazie a Cristiano, oltre al bel gioco che gli ha dato, è cresciuta molto sul piano della mentalità vincente… che è poi la sua, la stessa che metteva in campo da autentico trascinatore. La città oggi?  Terni è una città spaesata, prima la crisi economica, poi il Covid… Il calcio qui ha sempre rappresentato un deterrente alle tante problematiche sociali che spesso ricadono soprattutto sui più giovani. La frustrazione di non poter entrare allo stadio è tanta. Con un avvio di stagione così, almeno 7-8mila spettatori al Liberati li avremmo avuti. Per fortuna sta accadendo un mezzo miracolo: per la prima volta nella storia della serie C offriamo le dirette tv in chiaro delle nostre partite. Non è come assistere dal vivo, ma la qualità delle immagini in Hd – su Cusano Italia Tv, canale 264 del digitale terrestre online – rende più sopportabile un sabato senza stadio come questo, in cui tanti tifosi saranno con noi, a Castellammare di Stabia, per la gara contro la Cavese”.

Paolo Tagliavento (Photo by Claudio Villa – Inter/FC Internazionale via Getty Images)

Che differenza c’è tra dirigere una gara e una società? “Prima, da arbitro contava esclusivamente la prestazione individuale, adesso invece tutto dipende dal risultato in campo della squadra. Oggi mi sento al centro di un progetto sportivo che coinvolge 27 giocatori e un intero organigramma in cui settimanalmente si condividono oneri e onori. Con l’esperienza di questi ultimi tre anni, se tornassi ad arbitrare il mio atteggiamento in campo sarebbe diametralmente diverso rispetto al passato, a cominciare proprio dall’approccio alla partita”. Il Var in C non è contemplato, ma lei è favorevole alla tecnologia in campo? “Assolutamente sì – la risposta di Tagliavento ad Avvenire – Durante la fase di sperimentazione ero il più scettico fra i miei colleghi, poi mi sono bastati i primi 45’ di Inter-Fiorentina per capire cosa mi ero perso in tutti quegli anni… Se ne avessi beneficiato prima, sono certo che il Var mi avrebbe evitato i cinque peggiori errori della mia carriera: tipo il gol annullato a Muntari, palla dentro e non fuori di Buffon in Milan-Juventus (2012) e la rete in fuorigioco di Matip, non rilevato, nello “spareggio” Champions (2013) Schalke 04-Basilea 2-0…Del resto ogni arbitro che ha diretto ad alti livelli si porta dietro l’etichetta della svista d’autore che ha commesso in carriera… Oggi comprendo meglio la reazione dei calciatori quando protestano per l’errore arbitrale, mentre non capisco perché nel 2020 non si dia la possibilità agli arbitri di poter discutere e giustificare il loro operato a fine gara. Sarebbe utile, quanto meno ad abbassare i toni e a non creare “mostri”. In Germania è da anni che il direttore di gara al triplice fischio finale va in conferenza stampa e risponde direttamente della sua prestazione. In Italia questo non è ancora successo, ma solo perché a molti fa comodo strumentalizzare l’errore, in modo da aizzare la piazza e alimentare la polemica”.