The English Game e la prima Coppa operaia: ecco come andarono veramente le cose

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Ha avuto un discreto successo la serie tv “The English Game”, a disposizione su Netflix dal 20 marzo. Una ricostruzione del calcio degli albori, basato su una storia vera (attenzione: spoiler!). Siamo nel 1878, il calcio che fino a quel momento era appannaggio solo delle classi agiate del sud, sta aumentando la sua popolarità anche nel centro-nord dell’Inghilterra, nelle zone operaie. E il Darwen FC, Lancashire, decide di ingaggiare due giocatori scozzesi con l’ambizione di essere la prima squadra operaia a vincere la FA Cup: Fergus Suter e Jimmy Love. Ma pagare i giocatori è contro le regole. Dopo un lungo braccio di ferro con la Football Association, l’avranno vinta gli operai, le regole cambieranno e i ricchi dilettanti del sud non vinceranno più la coppa.

Come sempre in questi casi, per ovvi motivi di sceneggiatura, le inesattezze storiche sono parecchie, anche se alcune in questa serie sono davvero incomprensibili perché immotivate. Ma come andarono davvero le cose?

I protagonisti principali della serie sono due. Uno è Fergus Suter, quello che è considerato il primo professionista della storia del calcio, un difensore di grande valore. Scalpellino di Glasgow, giocava nel Partick Thistle e si fece notare in due amichevoli contro il Darwen e il Blackburn Rovers. Fisicamente minuto, era bravissimo nell’impostare da dietro, allargando il gioco e giocando di passaggi. Una novità rivoluzionaria nell’epoca del 2-2-6 e di un calcio quasi tutto fisico e basato esclusivamente sui dribbling. Ingaggiato dal Darwen nel 1878 si mise in luce nella FA Cup in un quarto di finale epico contro i detentori del titolo, i ricchi Old Etonians, ex studenti di Eton. La prima sfida finì 5-5, il primo replay 2-2 e il secondo 6-2 per gli Etonians (nella serie c’è un replay solo). Suter faceva coppia con Love, suo grande amico, ma in realtà Love arrivò nel Darwen prima di Suter (e forse il primo vero professionista fu lui).

Il migliore giocatore degli Etonians era Arthur Kinnaird, l’altro protagonista della serie. Il campionissimo degli albori del football, tra i fondatori della FA Cup, trionfatore con i Wanderers prima e con gli Old Etonians dopo, fu la prima, grande stella della storia del calcio. Era una forza della natura, giocava in modo molto fisico e rude, ma era un uomo di grande sportività. Contrastò l’avvento del professionismo. Era filantropo, impegnato nell’aiuto dei poveri e consapevole dei privilegi delle classi agiate, ma non fu tenero nei confronti delle squadre operaie che “espropiarono” il calcio ai ricchi che lo avevano inventato. Insomma, una storia molto diversa da quella raccontata nella mini-serie di Netflix.

Ma la grande inesattezza calcistica della serie è quella legata alle vittorie in FA Cup. Suter passò ai grandi rivali del Darwen, il Blackburn Rovers, con cui perse la finale del 1882 contro l’Old Etonians per poi vincere più avanti tre coppe di fila. La prima squadra operaia a trionfare in FA Cup fu invece l’altra squadra di Blackburn, l’Olympic. Suter, quindi, non vinse la prima Coppa della working class inglese. Nella serie si parla genericamente di Blackburn come se in città ci fosse stata una sola squadra. Un po’ più di rigore storico non avrebbe inficiato la scorrevolezza del racconto. Resta una mini-serie piacevole che ci mostra un mondo dimenticato, quello dei pionieri del nostro calcio.